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Incontri di Supervisione Clinica
condotti dal Dott. Massimo Mangialavori
In
questi anni di esperienza didattica ci siamo più volte
confrontati con le difficoltà di comunicare e di condividere in
modo davvero efficace l’esperienza dei nostri percorsi di medici
omeopati. Purtroppo i comuni eventi formativi presenti nel
nostro territorio, siano essi corsi canonici a diverso
indirizzo, siano seminari o laboratori, peccano tutti della
impossibilità di lavorare alla presa del caso in modo “diretto”,
di potere discutere “a caldo” e in piccoli gruppi ciò che si è
visto, ciò che si pensa sia successo durante la consultazione
omeopatica.
È
ben noto che in Italia questo anello fondamentale della
formazione omeopatica è mancante, mentre in molti altri paesi è
ormai consolidata da anni la pratica di una formazione continua,
prevalentemente fondata sulla supervisione clinica, sia per i
colleghi omeopati che da poco hanno concluso il loro iter
formativo, sia per i più “anziani”, che da anni praticano con
successo la professione del medico omeopata a tempo pieno. Nel
nostro paese una formazione che si completa anche attraverso
incontri di supervisione esiste da anni per altri tipi di figure
professionali, ma non sembra avere ancora sfiorato gli interessi
e le necessità della maggioranza dei medici omeopati.
Il
percorso formativo permanente, a cui stiamo lavorando nella
nostra scuola, mancava dunque di questo importante contributo,
essenzialmente perché abbiamo ritenuto non essere ancora maturi
i tempi per un proposta del genere. Proposta che mi sembra
essere particolarmente importante alla luce del “Metodo della
Complessità” che definisce e distingue l’approccio alla Medicina
Omeopatica proprio della nostra scuola. Un approccio ragionato
che pone al centro del lavoro omeopatico la relazione
medico-paziente e l’analisi di cosa avviene nel campo
terapeutico. Penso che per buona parte dei colleghi che hanno
dimostrato interesse al nostro lavoro sia ora “pensabile”
allargare la propria formazione anche in questa direzione.
Insieme a Gianni Marotta, Giacomo Merialdo, Francesca Pisseri
e Riccardo Tomassini abbiamo già da qualche anno offerto la
nostra disponibilità a supervisionare alcuni colleghi nelle
realtà in cui operiamo, con i metodi e gli strumenti che ognuno
di noi reputa più opportuni. L’obiettivo principale di questi
incontri è strutturare piccoli gruppi di studio che si
incontrino, a cadenza mensile, e costituiscano importanti punti
di riferimento per la pratica della Medicina Omeopatica, secondo
l’approccio sistemico a cui stiamo lavorando da anni.
Il
lavoro di supervisione clinica, possibile per sua definizione
solo in piccoli gruppi, vuole integrare il percorso di
formazione e di perfezionamento che si sta evolvendo grazie alle
esperienze comuni.
Per questo motivo ho deciso di concludere le supervisioni, che
già da alcuni anni conducevo all'estero, per dedicarmi a
qualcosa di simile solo con i colleghi Italiani interessati,
cominciando anche qui in Italia un iter di supervisioni cliniche
per piccoli gruppi di medici omeopati (15-20 persone).
La
supervisione clinica in Medicina Omeopatica si può affrontare
con modalità diverse, ognuna della quali presenta aspetti di
rilievo ed altri più in ombra. Personalmente ho pensato di
proporre un programma articolato in 9 incontri, della durata di
almeno cinque ore, durante i quali affronteremo ogni volta
aspetti diversi della formazione omeopatica. Nella prima parte
dell’incontro visiterò ogni volta un nuovo paziente (scelto tra
quelli afferenti al mio studio oppure proposto dai colleghi del
gruppo stesso), mentre il gruppo assisterà in una stanza attigua
attraverso una telecamera a circuito chiuso. In seguito condurrò
la discussione del caso collegialmente. Per mia esperienza
maturata in questi anni di supervisioni all’estero, penso che
questa modalità di lavoro sia la più redditizia in termini di
qualità della discussione del caso, ma soprattutto per la
possibilità di valutare diverse tipologie di casi clinici: da
quelli risolti a quelli dubbi. Nella seconda parte dell’incontro
discuteremo un caso clinico (cartaceo) portato a turno da uno
dei colleghi del gruppo. Dopo i primi incontri ogni sessione
sarà divisa, invece, in tre parti: il caso nuovo, il follow-up
di uno dei casi visti in precedenza, il caso “cartaceo”
presentato a turno. In ogni incontro lavoreremo, quindi, sulla
presa del caso, sulla analisi del campo terapeutico, sulla
scelta e sulla valutazione gerarchica dei sintomi raccolti, sul
possibile inquadramento del rimedio nelle famiglie che abbiamo
studiato e di conseguenza sulla diagnosi differenziale, sulla
materia medica dei rimedi proponibili, per concludere con il
progetto terapeutico da sottoporre al paziente. Il gruppo dovrà
poi svolgere un lavoro “a casa”, ulteriormente suddiviso tra
pochi colleghi o singolarmente (compatibilmente con le
disponibilità dei singoli), in merito ai rimedi dei quali avremo
discusso. Questo lavoro sarà presentato negli incontri
successivi.
Valuterò personalmente la partecipazione di ogni collega, in
modo coerente con la preparazione media e gli obiettivi di ogni
gruppo.
Come ben sapete qualsiasi lavoro di gruppo funziona nella misura
dell’impegno dei singoli componenti in termini di presenza, di
puntualità e di partecipazione. Se ciò è valido per qualsiasi
gruppo lo è in particolar modo per i gruppi di supervisione, nei
quali i colleghi sono chiamati ad un ruolo attivo nell’analisi e
nella discussione dei casi. Queste esperienze coinvolgono i
partecipanti sia sul piano professionale che su quello emotivo.
A mio avviso questo coinvolgimento, auspicabilissimo, deve
essere sostenuto nel migliore dei modi da un piccolo gruppo,
caratterizzato da presenze ben disposte a collaborare. Per
evitare quindi un via vai dei partecipanti, del tutto
improduttivo, non è previsto un rimborso per chi decidesse di
ritirarsi dal gruppo né l'inserimento di nuovi partecipanti se
non previa approvazione del gruppo stesso.
Un ciclo di supervisione clinica
di 9 incontri conferisce 9 crediti E.C.M.
Per informazioni potete contattarmi via e-mail:
massimo@mangialavori.it
oppure telefonare alla segreteria dell’Associazione Ulmus 059
748099 per accordarci su un colloquio telefonico. |